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Bradicinesia

La bradicinesia è una problematica che consiste in un vero e proprio rallentamento dei movimenti volontari, anche dei più banali come ad esempio camminare, i quali non riescono ad essere più gestiti dal soggetto che soffre per questa specifica problematica disfunzionale. Alla base del disturbo c’è una carenza a livello cerebrale di dopamina, molecola fondamentale per il controllo dei movimenti volontari.

Nella maggior parte dei casi la problematica compare in modo graduale e diventa più grave con il passare del tempo, complicando quindi sempre di più la messa in atto di azioni tanto semplici quanto quotidiane.

 

Quali malattie sono associabili alla bradicinesia?

Le patologie che si possono associare alla bradicinesia sono le seguenti:

  • Morbo di Parkinson

Questo non vuole assolutamente essere un elenco esaustivo e il consiglio migliore è sempre meglio rivolgersi al proprio medico di fiducia qualora si presenti la persistenza sistematica dei sintomi esposti.

 

Esistono rimedi contro la bradicinesia?

Attualmente non è conosciuta una cura definitiva per questa patologia associata alla malattia di Parkinson. Tuttavia, farmaci come la levodopa o gli agonisti dopaminergici possono ridurla aumentando i livelli cerebrali di dopamina.

 

Con bradicinesia quando rivolgersi al proprio medico?

In caso di bardicinesia persistente è bene sottoporre il problema al proprio medico.

Braccia gonfie

Le braccia gonfie possono essere intese come il chiaro sintomo di una reazione infiammatoria le cui cause mediche possono essere identificabili con traumi, assunzione di farmaci o cattive abitudini, in particolare il fumo.

 

Quali malattie sono associabili alle braccia gonfie?

Le patologie che si possono associare alle braccia gonfie sono le seguenti:

  • Aneurisma
  • Artrite reumatoide
  • Cellulite
  • Dermatomiosite
  • Infezioni
  • Insufficienza renale
  • Insufficienza venosa
  • Linfedema
  • Linfoadenopatie
  • Lupus eritematoso sistemico
  • Polimiosite
  • Reazioni allergiche
  • Scleroderma
  • Scompenso cardiaco
  • Sindrome di Raynaud
  • Tromboflebite
  • Trombosi venosa profonda
  • Vasculite

Questo non vuole assolutamente essere un elenco esaustivo e il consiglio migliore è sempre meglio rivolgersi al proprio medico di fiducia qualora si presenti la persistenza sistematica dei sintomi esposti.

 

Esistono rimedi contro le braccia gonfie?

Il rimedio più efficace in presenza di sintomatica che si presenti con le braccia gonfie dipende in primis dalla causa scatenante. Potrebbe essere necessario smettere di assumere dei farmaci o, al contrario, iniziare una terapia farmacologica. Altre volte può essere utile la fisioterapia. Solo dopo una diagnosi corretta è possibile identificare l’approccio più adatto al caso.

 

Con le braccia gonfie quando rivolgersi al proprio medico?

Se le braccia gonfie non sono un problema passeggero è bene chiedere consiglio al proprio medico. In caso di traumi è invece opportuno rivolgersi al Pronto Soccorso.

Bolle

Le bolle sono piccoli sacchetti con all’interno dei liquidi che il più delle volte iniziano a svilupparsi su cute o mucose raggiungendo i 5-10 millimetri di diametro. In molti casi si rompono facilmente rilasciando sull’epidermide il loro contenuto, che si può solidificare lasciando una crosta giallastra.

 

Quali malattie sono associabili alle bolle?

Le patologie che si possono associare alle bolle sono le seguenti:

  • Acne
  • Allergia da contatto
  • Dermatite
  • Dermatofitosi
  • Eritema solare
  • Fuoco di Sant’Antonio
  • Geloni
  • Herpes simplex
  • Impetigine
  • Lichen planus
  • Pemfigo volgare
  • Scabbia
  • Ustioni
  • Varicella

Questo non vuole assolutamente essere un elenco esaustivo e il consiglio migliore è sempre meglio rivolgersi al proprio medico di fiducia qualora si presenti la persistenza sistematica dei sintomi esposti.

 

Esistono rimedi contro le bolle?

Sono attualmente disponibili sul mercato numerose tipologie di prodotti che aiutano a contrastare l’insorgere delle bolle associate a disturbi specifici, come l’herpes labiale. Si consiglia comunque di chiedere consiglio a un esperto per comprendere la natura delle bolle e scegliere di conseguenza il rimedio più adatto.

 

Se si hanno le bolle quando occorre rivolgersi al proprio medico?

È consigliabile rivolgersi al medico ogni qualvolta si abbia a che fare con bolle di origine sconosciuta sulla pelle.

Bocca secca

La bocca secca, conosciuta anche come secchezza delle fauci o “xerostomia”, è uno stato che presenta la secchezza della mucosa orale causata dalla diminuzione dell’assenza di flusso di saliva. Si tratta di una problematica che spesso può presentare nelle casistiche più gravi alcune difficoltà nella deglutizione di cibi solidi e anche disfunzioni nell’elaborazione della parola.

Le cause che possono essere alla base del disturbo sono diverse, fra cui cause emotive, assunzione di alcune tipologie di farmaci come antistaminici o diuretici, presenza di specifiche patologie come la scialoadenite, la sindrome di Sjögren, il diabete, l’ipertiroidismo, fino ad arrivare a traumi che possono causare lesioni alle ghiandole salivari.

 

Quali malattie sono associabili alla bocca secca?

Le patologie che si possono associare alla presenza della bocca secca sono le seguenti:

  • Diabete
  • Disturbi psicologici (depressione ed ansietà)
  • Fibrosi cistica
  • Ipertiroidismo
  • Morbo di Parkinson
  • Parotite (orecchioni)
  • Scialoadenite
  • Sindrome di Sjögren
  • Traumi

Questo non vuole assolutamente essere un elenco esaustivo e il consiglio migliore è sempre meglio rivolgersi al proprio medico di fiducia qualora si presenti la persistenza sistematica dei sintomi esposti.

 

Esistono rimedi contro la bocca secca?

Molti tra i soggetti afflitti da questa particolare problematica riferiscono di trovare sollievo nell’utilizzo di spray umettanti artificiali in grado di imitare l’effetto della saliva e nell’uso di chewing gum (stimolano la produzione della saliva). E’ altamente consigliabile smettere di fumare, umidificare l’ambiente in cui vive e respirare con il naso anziché con la bocca.

 

Con la bocca secca quando rivolgersi al proprio medico?

In caso di trauma violento o in presenza di una delle patologie associate (vedi elenco patologie associate).

Bocca amara

La bocca amara può rappresentare il sintomo numerosi disturbi medici, principalmente infezioni e infiammazioni, ma anche traumi. Tuttavia non si può escludere neanche una causa identificabile in una conseguenza poco piacevole dell’assunzione di farmaci o dell’esposizione a fattori ambientali che possono interferire con il senso del gusto dando così luogo ad una sgradevole sensazione di amaro in bocca.

 

Quali malattie sono associabili alla bocca amara?

Le patologie che si possono associare alla bocca amara sono le seguenti:

  • Calcoli cistifellea
  • Ernia iatale
  • Gastrite
  • Reflusso gastroesofageo
  • Tumore allo stomaco
  • Ulcera peptica

Questo non vuole assolutamente essere un elenco esaustivo e il consiglio migliore è sempre meglio rivolgersi al proprio medico di fiducia qualora si presenti la persistenza sistematica dei sintomi esposti.

 

Esistono rimedi contro la bocca amara?

In linea di massima la sensazione di bocca amara è solo uno stato temporaneo che si esaurisce con la soluzione e l’eliminazione della causa che la scatena. In caso di reflusso gastroesofageo, ad esempio, potrebbe essere utile adottare uno stile di vita e accorgimenti alimentari adatti a ridurre i sintomi del disturbo.

 

Con bocca amara quando rivolgersi al proprio medico?

Se la sensazione di bocca amara non si risolve nell’arco di poco tempo è bene rivolgersi al medico per identificarne le cause.

Blefaroptosi

La blefaroptosi nota anche come “ptosi palpebrale” è una condizione medica che si presenta con l’abbassamento parziale o totale della palpebra superiore dell’occhio. SI tratta di una patologia che può presentarsi anche come bilaterale ad entrambi gli occhi, e in questo caso il difetto ha origine congenita, ma più spesso interessa un solo occhio (in questo caso il difetto è “acquisito”).

La forma acquisita della blefaroptosi è originata dalla paralisi o dalla lesione dei muscoli e dei nervi generalmente deputati al movimento della palpebra.

Le situazioni di lesioni possono essere identificabili con una o più cause dovute a varie condizioni quali traumi, infiammazioni, invecchiamento (blefaroptosi senile o legata all’età), presenza di altre problematiche mediche (orzaiolo, calazio, cefalea, ictus, malattie neurologiche o muscolari, diabete, cefalea), abuso di alcune sostanze stupefacenti. La belfaroptosi può essere di diversi gradi, presentarsi in forma nettamente più leggera o anche coprire in modo sostanziale e toale la pupilla, l’iride e altre parti dell’occhio limitando la visione.

 

Quali malattie sono associabili?

Le patologie che si possono associare alla blefaroptosi sono le seguenti:

  • Botulismo
  • Calazio
  • Cefalea
  • Diabete
  • Ictus
  • Infiammazioni
  • Malattie muscolari
  • Malattie neurologiche
  • Miastenia gravis
  • Orzaiolo
  • Traumi

Questo non vuole assolutamente essere un elenco esaustivo e il consiglio migliore è sempre meglio rivolgersi al proprio medico di fiducia qualora si presenti la persistenza sistematica dei sintomi esposti.

 

Esistono rimedi contro la blefaroptosi?

Nei casi in cui non sia possibile eliminare la causa della blefaroptosi è necessario ricorrere alla correzione chirurgica con cui è possibile migliorare sia la visione che l’aspetto estetico.

 

Con la blefaroptosi quando rivolgersi al proprio medico?

In caso di trauma o in presenza della diagnosi di una delle patologie associate (vedere elenco patologie associate).

Aumento di peso

Se non è associato ad un consumo eccessivo di cibo o di bevande o a uno stato in gravidanza, l’aumento di peso può rappresentare il sintomo di un problema di salute. L’aumento di peso può presentarsi in modo continuo o temporaneo ed è fondamentale tenere in considerazione di questi fattori relativi all’aumento se questo avviene in un breve periodo di tempo.

 

Quali malattie sono associabili all’aumento del peso?

Le patologie che si possono associare all’aumento di peso sono le seguenti:

  • Acromegalia
  • Intolleranze alimentari
  • Ipotiroidismo
  • Morbo di Hashimoto
  • Pre-eclampsia
  • Sindrome dell’ovaio policistico
  • Sindrome premestruale
  • Sindrome di Cushing

Questo non vuole assolutamente essere un elenco esaustivo e il consiglio migliore è sempre meglio rivolgersi al proprio medico di fiducia qualora si presenti la persistenza sistematica dei sintomi esposti.

 

Esistono rimedi contro l’aumento del peso?

Trovare una soluzione che fermi un aumento di peso non associato ad abitudini alimentari scorrette è possibile solo identificando le cause che lo hanno scatenato. Un esempio è il caso in cui il problema risiede nei farmaci e interromperne l’assunzione, o modificare le dosi, è il primo passo per arrestare l’accumulo di peso. Altre volte è necessario sottoporsi a terapie specifiche per trattare il problema di salute alla base del problema.

 

Con aumento di peso occorre rivolgersi al proprio medico?

Se si aumenta di peso senza un motivo apparente è meglio chiedere un consiglio al proprio medico, ricordando di elencare altri eventuali sintomi e i farmaci assunti abitualmente.

Anuria

L’anuria è una problematica in cui l’apparato urinario non riesce ad urina. Comunemente la soglia di produzione di 100 ml di urina al giorno è la soglia considerata ai fini del rilevamento di questa patologia. Alla base del problema possono esserci una riduzione del flusso di sangue nei reni, un’ischemia prolungata, l’effetto tossico di alcuni farmaci o fenomeni di necrosi.

 

Quali malattie sono associabili all’anuria?

Le patologie che si possono associare all’anuria sono le seguenti:

  • Insufficienza renale
  • Sepsi
  • Shock settico

Questo non vuole assolutamente essere un elenco esaustivo e il consiglio migliore è sempre meglio rivolgersi al proprio medico di fiducia qualora si presenti la persistenza sistematica dei sintomi esposti.

 

Esistono rimedi contro l’anuria?

Per potersi sottoporre ad una cura di tale disturbo occorre prima identificare le sue cause e passare al trattamento di quest’ultime al fine di far scomparire la problematica stessa. In alcuni casi gravi potrebbe essere necessario ricorrere all’emodialisi.

 

Con anuria bisogna rivolgersi al proprio medico?

L’anuria è una condizione grave che può portare all’accumulo di sostanze tossiche e di liquidi nell’organismo. Per questo se si nota una significativa diminuzione dell’urina emessa quotidianamente è bene rivolgersi al proprio medico.

Anemia

L’anemia è una condizione patologica che si identifica con una riduzione sistematica di emoglobina, la proteina deputata al trasporto dell’ossigeno, nel sangue. Questa diminuzione comporta dunque una vera e propria difficoltà nella circolazione dell’ossigeno nel sangue.

La causa originaria può essere la diminuzione del numero, o del volume, degli eritrociti (le cellule che trasportano l’emoglobina) circolanti, della loro concentrazione, dell’emoglobina o della capacità di questa di combinarsi con l’ossigeno.

I sintomi che caratterizzano più frequentemente l’anemia sono:

  • pallore
  • tachicardia
  • stanchezza
  • dispnea da sforzo
  • irritabilità
  • insonnia
  • aumentata predisposizione alle infezioni

Quali malattie si possono associare ad anemia?

Le patologie associabili all’anemia sono le seguenti:

  • Anemia
  • Angiodisplasia
  • Cancro al colon
  • Celiachia
  • Cirrosi epatica
  • Insufficienza renale
  • Lupus eritematoso sistemico
  • Malaria
  • Malattia di Chagas
  • Malattia di Wilson
  • Policitemia vera
  • Polipi intestinali
  • Sindrome di Mallory-Weiss
  • Tifo
  • Toxoplasmosi
  • Tumore al rene
  • Tumore del colon-retto
  • Ulcera duodenale
  • Ulcera gastrica

Questo non vuole assolutamente essere un elenco esaustivo e il consiglio migliore è sempre meglio rivolgersi al proprio medico di fiducia qualora si presenti la persistenza sistematica dei sintomi esposti.

Esistono rimedi contro l’anemia?

La cura dell’anemia non è univoca ma si profila in base alla causa che l’ha originata:

On presenza di una carenza di acido folico basta integrare la vitamina mancante per via orale, mentre quando si presenta una carenza di vitamina B12 il trattamento può includere iniezioni intramuscolari della stessa vitamina.

Se si è in presenza di anemia sideropenica o ferropriva, una situazione che include la carenza di emoglobina dipende dai bassi livelli di ferro nel sangue, occorre sottoporsi ad una cura a base di sali ferrosi, in genere per via orale anche se in alcuni pazienti può essere preferibile somministrare i sali di ferro per via intramuscolare o endovenosa (accade soprattutto nei casi di malassorbimento per via orale).

SI ricorre alle trasfusioni di sangue nei casi più gravi di anemia o qualora si soffra di anemia e non si possa ricorrere ad altri tipi di trattamento clinici.

Nelle situazioni di soggetti sottopeso o sovrappeso la causa dell’anemia potrebbe essere data da un’alimentazione sregolata. In questo caso la prima misura terapeutica è rappresentata dalla correzione delle abitudini alimentari sbagliate.

Con l’anemia occorre rivolgersi al proprio medico?

In caso di anemia è sempre bene rivolgersi al proprio medico, in particolare se si è affetti da una delle malattie correlate a questo disturbo (vedere elenco patologie associate).

Anelli di Kayser-Fleischer

Gli anelli di Kayser-Fleischer sono degli anelli di color giallo-brunastro che si presentano nella zona della giunzione sclero-corneale e che sono costituiti da depositi di rame, da cui appunto deriva il colore caratteristico. Spesso la loro presenza è un chiaro segno diagnostico che rivela la malattia di Wilson.

 

Quali malattie sono associabili?

La presenza degli anelli di Kayser-Fleischer è un segno specifico della malattia di Wilson. Raramente si possono manifestare in altri disturbi che interessano il fegato.

 

Esistono rimedi?

Gli anelli di Kayser-Fleischer non vengono trattati con una terapia diretta, ma tramite la cura della patologia da cui originano.

 

Con gli Anelli di Kayser-Fleischer quando rivolgersi al proprio medico?

Gli anelli di Kayser-Fleischer sono visibili in linea di massima mediante la lampada a fessura, uno specifico strumento che viene utilizzato nella scienza medica oculistica, e sono dunque osservabili nel corso di una visita, quella oculistica, che già di per sé risulta essere specialistica. A volte ci si ritrova tuttavia in situazioni in cui queste visibili anche a occhio nudo: in questo caso è bene rivolgersi al proprio medico per un consulto.

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